<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-23890876</id><updated>2011-12-15T04:14:12.475+01:00</updated><title type='text'>Il pensiero debole</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pensierodebole.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23890876/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensierodebole.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Stoner</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23890876.post-114217464085503971</id><published>2006-03-12T15:42:00.000+01:00</published><updated>2007-02-15T06:53:57.976+01:00</updated><title type='text'>Il pensiero debole</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7426/2473/1600/vattimo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7426/2473/320/vattimo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;Gianni Vattimo individua l'origine storica del pensiero debole nella crisi del progetto politico e filosofico degli anni che vanno dal Sessantotto ai primi anni Ottanta. Questa crisi si determina come tramonto della pretese ad una razionalità unica e universale. Ma il pensiero debole, dice Vattimo, si richiama ad una interpretazione della «differenza ontologica» che unisce idealmente il pensiero Nietzsche. Vattimo illustra la sua interpretazione della storia dell'Occidente come «indebolimento» progressivo dell'essere, e intende questa interpretazione come deducibile da una coerente interpretazione della «differenza ontologica». Nella sua ricostruzione della storia dell'Occidente come indebolimento progressivo, Vattimo considera vari momenti di esso: il Cristianesimo, la scienza moderna. Ma non si oggettiva l'essere parlando comunque di una sua storia? Vattimo spiega che questo non accade nell'«interpretazione» di cui parla l'ermeneutica: nell'interpretare si è sempre dentro l'essere senza renderlo oggettivo a noi stessi. Sul piano politico ed etico il pensiero debole si caratterizza per la critica delle posizioni basate su valori assoluti. Ma neanche questa posizione si chiude entro una prospettiva relativista: questa sarebbe infatti non meno metafisica. I superamento del relativismo si ha nella fusione di orizzonti di cui parla Gadamer. Rispetto al movimento postmoderno Vattimo si distingue in quanto ritiene che mantenere la differenza ontologica, e quindi il concetto di essere, serve ad evitare di assolutizzare gli enti, la realtà come essa immediatamente si presenta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23890876-114217464085503971?l=pensierodebole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pensierodebole.blogspot.com/feeds/114217464085503971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=23890876&amp;postID=114217464085503971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23890876/posts/default/114217464085503971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23890876/posts/default/114217464085503971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensierodebole.blogspot.com/2006/03/il-pensiero-debole_12.html' title='Il pensiero debole'/><author><name>Stoner</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-23890876.post-114216235130412207</id><published>2006-03-12T12:08:00.000+01:00</published><updated>2006-03-12T12:19:11.546+01:00</updated><title type='text'>Tradizione e pensiero debole</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/7426/2473/1600/debole.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/7426/2473/320/debole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Noi esponiamo l'essere del mondo, sempre, - dice Heidegger - dentro a degli "a priori" - facciamo l' esempio dell' "a priori" kantiano, perché è il riferimento più evidente -, ma degli "a priori", che sono storicamente condizionati dalla nostra mortalità. Quindi l' "apriori" di Kant è per Heidegger il linguaggio storico-culturale di una certa epoca. E' vero io non accedo al mondo se non dentro a delle strutture preliminari, che ho appreso, ma non dalla mia "ragione" eterna, dal linguaggio, che mi è stato tramandato, il mio linguaggio naturale, che però è naturale, ma anche storico, cioè è il linguaggio della mia società, che proviene da un'altra, è un linguaggio, delle parole che hanno un'etimologia. Ora, questo è il nocciolo dell'ontologia heideggeriana: io all'essere accedo attraverso, diciamo, dei preliminari, delle condizioni di possibilità, che sono non le condizioni " a priori" della ragione strutturata, eterna, kantiana, ma che sono le ragioni, sono delle condizioni possibilitate dalla mia che ho ereditato, che hanno una provenienza, che si trasforma nel tempo, e questa è la storia dell'essere. Ma questa storia dell'essere, come dicevo, non può che essere interpretata coerentemente, dal punto di vista heideggeriano, secondo me, se non come indebolimento. Perché? Perché effettivamento se io non ho, se voglio dimostare la verità di Heidegger, se voglio dire insomma: Heidegger ha ragione piuttosto che un altro. Come faccio? Non posso descrivere l'essere in termini heideggeriani, perché questo è giusto quello che Heidegger non vuol fare. L'essere non è un oggetto che posso descrivere, mostrare, dire: ecco è fatto così, piuttosto che cosà. Allora in fondo, è quello che Heidegger poi fa nella seconda fase del suo pensiero, la sua validità di questa tesi è tutta argomentata in relazione ad una provenienza. Heidegger rilegge Parmenide, Anassimandro, Nietzsche, i poeti, cioè argomenta la validità della sua concezione dell'essere come differente, eventuale, che accade, storico, eccetera, l'argomenta in relazione ad una storia. E' come quando se non argomentiamo in termini metafisici: "Ti mostro che l'Essere è così", argomentiamo in termini retorici, storici. Dice: "Ma come tu, dopo aver letto Marx, Nietzsche, Freud, puoi ancora dire questo? Ma rileggi, pensa un po'." . E questo è il nucleo del discorso hedeggeriano alla fine, secondo me. Cioè si oppone a una argomentatività metafisico-oggettivistica della filosofia una argomentatività, che, con termine heideggeriano, possiamo chiamare storico-destinale, dove la parola "destino" non vuol dire fatalità, ma vuol dire qualche cosa che non è puro arbitrio. "E' andata così" - dice -"ah, beh è andata così, ma poteva andare diversamente."Sì, però che sia andata così mi segna ed è dentro a quell'orizzonte che io mi muovo, anche per modificarlo, ma sempre con un'eredità.". Ed è questo: l'eredità è l'unica cosa che mi permette di accedere al mondo, visto che non ho la "ragione" eterna, visto che l'essere non è una struttura eterna, ma anche l'oggettività del sapere moderno, della scienza moderna è un prodotto storico, avviene dopo certi eventi, dopo che ci sono state delle scoperte di strumenti, che permettono di guardare il cielo con il telescopio. Dunque noi stiamo dentro a questa provenienza. Heidegger gioca molto con la parola tedesca "Ueberlieferung", che del resto è anche la parola italiana: "tra-dizione", che però noi non sentiamo più come "tra-mandamento", "tra-smissione", "invio", eccetera. E lui, quando parla di destino, parla principalmente di questo: non tanto di una struttura di nuovo oggettivamente fissata dell'Essere, ma parla di un "tra-mandamento". Io ricevo sempre - come nella staffetta -, ricevo il testimone, lo trasmetto ovviamente, posso vincere o perdere, se corro veloce o no, dipende anche molto da me, come va avanti questo "tra-mandamento". Però certo sono su una via, mi ci trovo, la butto, devio, mi ferme, ma sempre proseguendo un "tra-mandamento". Allora, si parla di storia dell'essere. Questa storia che parte, mettiamo, nel pensiero occidentale, da Parmenide -dice: "L'essere è, l'essere non è" e arriva ad Heidegger, che dice, mettiamo: "L'essere è eventualità pura, un vento" - questa storia che senso ha se non un senso di diminuzione di strutture forti. La differenza tra Parmenide ed Heidegger è che uno pensa all'essere, - idealizziamo naturalmente Parmenide per quello che ha significato poi nel linguaggio filosofico -, per me è uno che pensa all'essere come un grosso oggetto stabile, fermo, che non si muove e Heidegger lo pensa come un evento. &lt;/span&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Gianni Vattimo (articolo tratto da emsf.rai.it)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/23890876-114216235130412207?l=pensierodebole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23890876/posts/default/114216235130412207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/23890876/posts/default/114216235130412207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pensierodebole.blogspot.com/2006/03/tradizione-e-pensiero-debole.html' title='Tradizione e pensiero debole'/><author><name>Stoner</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
